Corsi e ricorsi delle ricerche umanistiche

E’ un po’ di tempo che paiono ripresi dei filoni di pensiero di antica tradizione. Alcuni vorrebbero ascriverli al dopo 12/2012, quando teoricamente dovremmo essere passati dall’età dei Pesci a quella dell’Acquario, ma a una riflessione più pragmatica ci pare di poter dire che il rinnovato interesse per argomenti di spiritualità e filosofici riprendano con decisione, mentre fino a prima c’erano ma sottotraccia, grosso modo in corrispondenza della crisi dell’ultimo lustro.

Ci riferiamo a quel risveglio di interesse per la spiritualità, l’esoterismo, l’alchimia che vede nei grandi classici come Osho o Guenon, e in nuovi divulgatori come Igor Sibaldi e Salvatore Brizzi i principali protagonisti!

A una ricerca più approfondita, basata su studi dei principali autori in materia, come Steiner, Edward Shurè, Fulcanelli, Baigent, Leight & Lincoln, pare che questo sia un fatto normale, noto e ripetuto in tutta la storia dell’umanità, ovvero che il fiume sotterraneo dei misteri superiori sia una corrente presente nell’inconscio collettivo, guidata da archetipi millenari presenti in tutto il mondo, che possono aprire all’uomo delle porte nell’universo spirituale. E pare che quando siamo in periodi prosperi l’umanità abbandoni la considerazione per questi argomenti, riavvicinandosi istintivamente nei momenti critici.

Non che gli esempi manchino al di fuori di quest’epoca, abbiamo trattato recentemente del film Π – Il teorema del delirio di Darren Aronofsky, girato nel 1998, dove le tematiche sono proprio quella della ricerca della chiave dei misteri universali.

Alla luce di quello che sta solo prospettandosi in questa primavera del 2020 avremo bisogno certamente di qualche illuminazione dalle dottrine esoteriche, ancor più che in passato, perché questa volta più che mai, dove nulla ha potuto il marxismo, il rischio è un intero collasso del sistema capitalistico, i cui schemi bene o male hanno puntellato tutto lo sviluppo del pianeta negli ultimi secoli. Se questo venisse a mancare, anche chi lo auspica deve immaginare che si apre un vaso di Pandora dove anche la freccia del progresso potrebbe venire messa in discussione. Potremmo perfino immaginare tra i vari scenari apocalittici, la sparizione di una delle cose più preziose accumulate dalla nascita della rete internet nel mondo, ovvero l’immane memoria di informazioni accumulata in questo quarto di secolo, compreso nel suo piccolo questo tumblelog, che si sorregge, oltre a qualche sforzo di chi lo cura, su infrastrutture dai costi di installazione immani e su tecnologie che potrebbero mancare da un momento all’altro senza preavviso.

Potrebbero venire meno tesori di informazione gratuita come Wikipedia e Youtube, tornando a un’informazione limitata e locale, il cui principio di scarsità, la tornerebbe a rendere un bene elitario.

Scongiurando queste ipotesi, dobbiamo però cercare di progettare per tempo delle soluzioni a possibili futuri inediti. Da questo punto di vista, più che mai, sono graditi i contributi a questo articolo da parte vostra.

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